La Famiglia delle Orchidaceae conta più di 25.000 specie sparse in tutto il mondo negli habitat più diversi.
Quelle più importanti commercialmente in realtà sono pochissime: Phalaenopsis, Cattleya, Vanda, Dendrobium, Cymbidium, Oncidium …
Molte di queste sono originarie dei paesi subtropicali e si dicono epifite in quanto vivono attaccate agli alberi traendo il loro nutrimento soprattutto dall’umidità dell’aria.
Vengono perciò coltivate in corteccia (bark) e prediligono gli ambienti caldi umidi … in casa l’ambiente migliore è il bagno con una esposizione alla luce non diretta (sono sensibili al riscaldamento e all’aria condizionata).
“L’orchidea ha un modo di guardarti negli occhi e di invitarti a godere del suo mistero“
Le orchidee devono essere annaffiate per immersione lasciandole poi scolare dall’acqua in eccesso (non amano il ristagno di acqua); è bene vaporizzare le foglie ogni giorno.
Per favorire la fioritura occorre concimarle in primavera e autunno e creare una escursione termica giorno/notte posizionando i ns vasi all’esterno di notte e rientrandoli in casa di giorno, nelle stagioni temperate.
Importante è il rinvaso da fare ogni anno utilizzando il bark ossia la corteccia di pino utile per simulare l’habitat naturale delle orchidee che sono epifite ossia vivono aggrappate agli alberi prendendo il sostentamento dall’umidità dell’aria.
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Foto: orchidee phalenopsis in ceramiche artistiche siciliane


